Hanno scritto

Silvana Brandi è uno dei rari esempi di versatilità artistica. Grazie alle sue mani, la difficile tecnica della resina si coniuga con uno spiccato senso creativo, dando forma a delle opere di grande valore materiale e – soprattutto – artistico, così come per la pittura ed ogni altra forma visiva.

I colori di Silvana, con i loro accostamenti audaci ma gradevolissimi, trasmettono piacevoli sensazioni – a volte stimolanti e a volte rilassanti – non facili da provare nella selva oscura della discutibile e troppo spesso improvvisata “arte moderna”.

Roberto Mangosi.

Vignettista, illustratore.

 

 

Resto positivamente sorpreso della notevole ecletticità del suo lavoro, in grado di spaziare efficacemente dalla pittura all’illustrazione, ecc.

Prof. Giuseppe De Rosa.

Critico d’arte.

 

 

La sensibilità d’animo che incrementa la sua creatività molto attenta e riflessiva, è certo la leva che fa muovere all’interno tutta la potenzialità artistica e il desiderio di sviluppare in realtà ciò che l’opportunità del momento le ispira o la interessa.

I lavori sono frutto del desiderio di poter trasmettere e comunicare agli altri ciò che prova e sente: la gioia di vivere, la giovinezza d’animo, l’individualità, líevoluzione , la voglia di fare ed evidenziare ciò in cui crede. Certo la sua timidezza non riuscirebbe a farglielo dire con le parole, mentre così riesce ad andar ben oltre a tanti discorso concisi. Esprimere così visivamente, la fantasia creativa di corpi in evoluzione, espressioni di volti, di nuove vibranti prospettive che avverte nascere dentro.

E’ il desiderio di proporre a se stessa un confronto tra l’ispirazione, l’immediatezza del gesto e la realtà del suo voler fare, perchè questo confronto la porta a migliorarsi. E’ questo modo di operare, la sua raffinatezza estetica, che ci lascia, vedendo i suoi lavori, stupiti ed appagati, trovando in essi ciò che il nostro animo avrebbe desiderato ogni volta di trovare, per conoscere di Lei nuovi spaccati di questa particolare emotività d’animo, tradotti in espressioni vibranti che sanno dare ogni volta emozioni palpitanti.

Pietro Tenconi. Cantastorie.

 

 

E’ rischioso trascorrere trenta secondi davanti a un’immagine creata dal pennello di Silvana Brandi: o la si ama, o la si odia. Amore, perché l’ingenuità dei visi di certi bambini è l’antidoto alla cupezza dei colori che li circondano, come a dire che la purezza della vita trionfa sull’incerto cammino della vita stessa.

Odio, perchè non c’è mai un attimo di tregua. Questa giovane artista tiene il suo pennello interiore in continuo movimento, con la conseguenza che è difficile codificare in un unico concetto che cosa pensa di se stessa e degli altri, quali conseguenze hanno sul suo animo le tragedie e le paure e le nefandezze cui il mondo ci abitua.

Seguendo il percorso tracciato nei Passaggi, ad esempio, si provano due sensazioni che sono l’una contrapposta all’altra. Si comincia da una figura umana femminile (una o più ballerine) e si finisce con braccia che diventano ali, con volti aquilini. Con colori non più terrestri sostenuti da una leggero alito di vento che aiuta questi corpi divenuti metà umani-metà volatili a protendersi verso l’alto.

Una spinta verso la perfezione oppure una fuga da un mondo imperfetto? L’emozione, a prescindere dalla tesi ottimistica o pessimistica, è comunque molto forte. E talvolta viene sapientemente moltiplicata dalla realizzazione di due quadri che ne compongono uno solo: la grande capacità tecnica e la sensibilità dell’artista permette allo spettatore di emozionarsi vedendone anche solo una metà.

Lo stesso concetto di eterna metamorfosi s’incontra nella serie di dipinti cambiamenti, realizzati dopo uno studio della struttura molecolare: cavità filamentose, fiumi di colore blu e rosa che s’intrecciano tra loro, un involucro caldo e accogliente che rimanda inevitabilmente a un’immagine di fecondità e, dunque, di vita che germoglia.

E così che l’approccio quasi scientifico dell’artista diventa il pretesto per astrarre il suo concetto di esistenza e anche per sottolineare il suo unico, benchè variegato, percorso artistico: un essere umano in continua evoluzione, dalla sintesi estrema delle sue origini (i filamenti) alla sintesi estrema delle sue aspirazioni (le figure con le ali). Nel mezzo c’è l’essere umano in carne e ossa, tanto carnoso da sembrare vero. E non solo grazie all’accuratezza tecnica dell’artista: è il trionfo della vita che diventa materia e sentimento. Ma, anche in questo caso, nessun rifugio sicuro. Dietro i protagonisti della “Maternità” e della “Paternità” (una commovente rivalutazione fuori dagli schemi della figura maschile), s’intravede sempre un’ombra, un’inquietudine. Così il bambino si avvinghia al suo genitore, l’unico artiglio di sopravvivenza che egli possiede. Tutto intorno, un paesaggio terreo che dà alla rappresentazione il senso della concretezza e di una incombente fatica: come a dire che la serenità è un regalo, nonostante tutto – da proteggere.

Anche la serie dei fiori dimostra tutta la carnosità dei “Pensieri” (questo il titolo) che rappresenta: non sono mere decorazioni. Parlano. Raccontano. Vivono.

Benché Silvana Brandi sia avvezza a percorsi concettualmente impegnativi, non manca l’ironia: come i testimonial del mondo animale, dal leone al gallo, dalla scimmia allíasino, collocati in ambienti incongrui alle loro origini: eppure, i delfini immersi nell’azzurro mare-cielo che circonda la Basilica dell’Assunta di Gallarate sembrano essere davvero a loro agio. E viene voglia di tuffarsi assieme a loro.

Rosi Brandi.

Presidente Gruppo Cronisti Lombardi.

 

 

Sembrano versi di un poeta le opere di Silvana Brandi che racconta il sogno dell’esistenza con sensibile impegno pittorico. Alla Maffy’s Gallery a Crenna l’artista gallaratese ha conquistato consensi generali, grazie a quello che ha definito <racconto di una vita fatta di frammenti di quotidiano>. Un mosaico di sensazioni, emozioni, desideri, pensieri, passaggi a cui da voce attraverso immagini che richiamano atmosfere liberty e colori che appaiono morbidi anche quando ìrespiranoî in una danza di movimenti. Il tema dellíesistenza, dunque, nella mostra di Silvana Brandi in una composizione che, come rileva la stessa artista, la porterà ad aprire le ali <per sentire il profumo del vento e il sapore dell’aria>

Elio Bertozzi (giornalista) – La Prealpina, 8 febbraio 2001.

 

 

Alla presentazione del libro “I Due galli raccontano” si affiancherà anche quella di artistiche riproduzioni, in carta pergamenata, della copertina della pubblicazione, realizzata dall’artista Silvana Brandi. Che, con eleganza ed incisività, ha saputo interpretare, con i due galli campeggianti, il fervore della città.

Elio Bertozzi (giornalista). La Prealpina, sabato 22 aprile 2006.